Sali e Scendi

cuore rosso

Queste sono le mestruazioni per me.

Scendo da un treno e salgo su altro. E la vita si ferma, quella che pensavi.

E un’altra ti porta in un altro luogo, più denso, un po’ lontano, dove non vuoi far entrare nessuno, perché farebbe rumore e a te fa male la testa.

E sei lì che pensi all’Universo. E a nuove connessioni. E senti l’esistenza di nuovi sentieri.

Ma fate piano, perché ho mal di testa. Un mondo di cristallo, che brilla, ma che non vuole nessuno, basta un gesto e qualcosa si rompe e  la tua anima si trasforma in un vento di rabbia.

Lasciatemi stare.

Poi arriva la pazienza, ma anche la pazienza è di cristallo. Un castello di carte, delicato, leggero, ma basta una disattenzione e va in aria. La pietà è solo nelle idee, é lontana, ad ogni contatto reagisci come un uragano, come se una pazienza agita troppo a lungo si tramutasse in un mostro.

Non vuoi che nessuno ti tocchi, ti distolga dai tuoi pensieri, e anche nei tuoi pensieri ti chiudi, non vuoi ascoltare le parole che vanno altrove, pronunciate da altri, che vibrano troppo lontano da te, che ti annoiano più del solito: i piccoli passi che vedono gloria rasente i muri, che costriscono cattedrali nei cortile di casa. Che prima di comprendere distruggono, perché accarezzano con i carrarmati.

Solo la musica voglio per compagnia, ma che sia musica nera, che parli al battito del mio cuore.

Il cuore, giù in fondo, rimane, sempre lo stesso, qualsiasi siano i pensieri, qualsiasi sia il treno sul quale tu sia salita.

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