Tra Feng Shui e Kendo

Ero così anche a 16 anni, più o meno Ascolto musica nella mia cameretta, come una liceale. Rileggo i fogli sparsi dei miei pensieri, come una ragazza innamorata. Quando sono senza Chiara, quando Stefano è via, quando anche l’ipotesi remota di vedere Dino annega nell’Oceano Atlantico, mi perdo. Ho paura e la solitudine dilata il mio tempo, mi incatena nell’immobilità: non penso più, non faccio nulla, aspetto, piano, che il tempo passi.

Senza di loro è quasi sempre così.

Ma oggi non è andata poi così male. La mia casa comincia ad assomigliarmi e io mi sento meglio dentro di lei. E’ che sto cominciando a capire quali sono i miei desideri e quali i desideri indesiderati nei quali mi costringevo. E così mobili e quadri, piano, trovano il loro posto e i vestiti, negli armadi, la stampella che la forma della mia anima gli suggerisce. E un armadio finisce al posto di un divano, nel “salotto”. Perché lì c’è la luce giusta in cui lo vorrò guardare e guardare i nostri gesti intorno a lui; magicamente in quell’armadio troveranno rifugio i mille oggetti senza casa che ancora mi guardano sperduti. Almeno questo immagino oggi, prima di smontare l’armadio perché possa attraversare il corridoio che lo separa dalla felicità.

Kendo Club - Squadra campionati 2006Oggi c’è stato anche il KENDO. Kendo in una nuova palestra, con un nuovo Maestro, con nuovi maestri, perché tutti i compagni  di pratica insegnano, se hai voglia di guardarli, di ascoltarli. C’ho messo tanto tempo a lasciare Fabio, lo Shudokan, la birra dopo l’allenamento e i chilometri da fare in motorino, ma era una cosa che dovevo fare. Adesso mi sento libera di imparare e al Kendo Club ho tanto da imparare. 

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