Dedicato ad un ragazzo del Minas Gerais

null Ci sono sempre molti livelli di lettura tra i quali navigare per cercare un senso alla realtà. Anche quando si tratta di attentati. La chiave che ho scelto per guardare a quell'insieme di eventi che viene chiamato Al-Qaida è quello del gioco di potere. Oltre ilpetrolio, oltre la religione: un gioco sullo scacchiere mondiale per portare ogni vittima a fare la mossa prevista dal suo carnefice, o meglio, dal burattinaio.
E' vero la realtà è complessa, è difficile spiegarla con teoremi dietrologici, gli attori sono sempre molti e ognuno tira l'acqua al suo mulino eppure...

A Madrid niente è stato lasciato al caso, la trappola tesa ad Aznar ha funzionato alla perfezione: niente kamikaze, rivendicazione posticipata, ma solo di poche ore, il tempo necessario perchè Aznar compia il passo falso. Attribuire l'attentato all'Eta. Attribuzione fatta per calcolo, per non macchiare la sua decisione di intervento in Iraq col sangue di 200 pendolari. Poche ore, poi a tutti è chiara la menzogna, il calcolo politico di un capo del governo a 24 ore dal voto. Non dire quella menzogna avrebbe significato per Aznar mettere in pericolo la cosa a cui teneva di più: la sua perfetta uscita di scena. Dopo aver traghettato alla vittoria il suo partito, avrebbe lasciato il posto al successore e sarebbe stato ricordato da tutti, negli anni, come un uomo nuovo.
Ma il burattinaio aveva deciso altrimenti: e così Zapatero si ritrovò a capo del paese a la Spagna fuori dall'Iraq.

A Londra qualcosa non quadrava in quegli attentati. L'orgoglio inglese, la loro durezza, il loro fare quadrato intorno alla bandiera erano l'ovvio corallario del sangue nella metro e sul bus. A cosa mirava il burattinaio? Ma il Nostro è una persona astuta, sa calibrare gli eventi in modo che ogni pedina, bianca o nera, faccia il Suo gioco.
E così dopo due settimane esatte, un nuovo giovedì di bombe, ma di bombe che non scoppiano, e poi l'operazione Kratos e la polizia che spara nella metro 5 colpi di pistola nella testa di un ragazzo caduto a terra.
Quando mostrano il loro lato gioioso gli arabi vengono spesso scambiati per brasiliani, quando sono poveri e portano un giaccone in estate, i brasiliani possono diventare dei kamikaze, agli occhi di poliziotti che lavorano 12 ore al giorno e hanno licenza di uccidere. Gli "attentati falliti" del 21 luglio corrispondono per Scotland Yard a 5 kamikaze in fuga pronti a colpire in qualsiasi momento.
Prova a pensarci: sei un poliziotto, sei a Londra, li devi trovare e quando ne hai trovato uno lo devi uccidere, ti hanno detto sparagli alla testa, è l'unico modo per disattivare l'uomo bomba. E il ragazzo esce proprio dal palazzo che devi sorvegliare, ha una giacca troppo ampia, gli occhi da cerbiatto, la pelle ambrata. Tu corri, lui allunga il passo, scende nelle metro - un kamikaze! è un kamikaze - tu tiri fuori la pistola, lui salta la barriera, scappa, non si ferma. Cinque colpi di pistola. Alla testa, come ti hanno detto. L'elettricista brasiliano è stato disattivato. Anche la convivenza tra gente diversa, un poco, è stata disattivata. Anche la vostra freddezza. Anche il lustro della vostra democrazia, il vanto del poliziotto dedito solo alle manganellate. Avevate detto: non cambierete le nostre abitudini, i nostri valori, la tolleranza e il mescolio di razze del nostro impero. Sono bastate due settimane per farvi fare una gran brutta figura. Non c'è stata una sola promessa mantenuta. Ancora menzogne, come in Spagna. All'attacco straniero ogni inglese sa che deve resistere, lacrime e sangue si possono sopportare, ma saprà, un suddito di sua maestà, resistere alla vergogna?
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Danny the dog – Unleashed

- Lo diceva mia madre: prendili da piccoli, le possibilità sono infinite!
- Pensavo lo dicessero i gesuiti!
- E’ perché lo hanno sentito dire da mia madre!

Lo hanno preso da piccolo e ne hanno fatto una macchina da guerra. Vive chiuso in una gabbia, con un collare al collo. Al momento giusto il suo padrone gli sfila il collare e gli urla “uccidi” e lui uccide. Poi di nuovo il collare e la gabbia.
“Danny the dog” narra di come qualcosa rimanga, dentro di noi, sepolto, ma capace di salvarci, di farci ritornare a ciò che siamo. Di come questo indizio ci appaia di continuo e di come prenda forma nella nostra coscienza solo quando troviamo un altro essere umano che ce lo mostri. E parla del desiderio che ho: incontrare un papà buono, come Morgan Freeman.

Danny the dog – Unleashed
Scritto da Luc Bessons
Regia di Louis Leterrier
Con Jet Li, Morgan Freeman, Bob Hoskins, Kerry Condon
102 min

The Assassination


Bene, ho visto parecchi film questa settimana, anche “The assassination of Richard Nixon”, con Sean Penn.
I film di Sean Penn li trovo sempre belli, hanno la chiave per entrare dentro di me. “The assassination” parla di un uomo che non riusciva a trovare una mediazione tra ciò che aveva dentro e la vita che c’era fuori. Lui era onesto e per vivere come gli altri avrebbe dovuto mentire. Cercò in tutti i modi una strada per poter far parte, a modo suo, del sogno americano. Ebbe un’idea: il vecchio pulmino del suo unico amico, si sarebbe trasformato in un negozio ambulante per la vendita di pneumatici porta a porta a prezzo onesto. Aveva solo bisogno di un prestito, un piccolo prestito, ma non glielo concessero. Tentò allora un prestito fai da te, una piccola truffa ai danni del fratello, venditore di pneumatici a prezzo pieno. Il fratello non era cattivo, fece in modo che nessuno finisse nei guai, ma andò a casa sua, lo aspettò e gli parlò. Gli mostrò come, per sfuggire alla disonestà, si fosse posto al di fuori delle regole che permettevano agli altri di tirare avanti. Ogni persona che gli stava accanto faticava per vivere: la moglie, il suo amico dalla pelle nera. Ognuno di loro a fatica trovava un punto di equilibrio tra sogno e realtà. Ma lui non ci riusciva. Allora decise che Nixon doveva morire.

The Assassination of Richard Nixon (2004)
Regia di Niels Mueller
Scritto da Kevin Kennedy e Niels Mueller e basato su di una storia vera
Prodotto da Leonardo Di Caprio, Alexander Payne e Alfonso Cuaròn
Cast: Sean Penn, Naomi Watts, Don Cheadle, Jack Thompson, Michael Wincott
95 min
USA / Mexico