Gomorra

Ieri ho visto Gomorra. Quando sono uscita dal cinema mi sentivo male, mi veniva da vomitare. Per tutta l’ultima sequenza ho sentito questa nausea, non ce la facevo più. Loro andavano in moto, sicuri di fare finalmente il loro primo morto e io avevo paura che sarebbe stati loro a morire. Mentre la strada si faceva sempre più stretta, ad ogni sobbalzo, ad ogni cunetta presa dalla moto, mentre andava verso il mare, mi veniva da vomitare. Uno dei due era così magro, avevo un corpo così fragile che il pensiero che qualcuno potesse fargli del male mi sembrava davvero contro natura, qualcosa che andava nel verso contrario a quello naturale degli eventi, un pensiero nauseante, rivoltante. Il ragazzo magro, con la coca in corpo, qualche scena prima, davanti a quello stesso mare, aveva ballato come solo un ragazzino può fare. I ragazzini vivono fermando il presente. Loro hanno il diritto di farlo, ma se tutto il mondo che hanno intorno vive come se contasse solo ciò che vive in quell’istante, davanti ai loro occhi, dentro le loro vene, allora tutto può succedere. Io amo Napoli per la vita che c’è nella gente, nelle pietre, nel mare, nella terra, ma ad ogni respiro senti come la vita non si fermi mai davanti alla morte, come il confini sia intangibile. Ora sei vivo, ma quello che succede se giri l’angolo non lo sai. E tutti stanno in allerta e sono più vivi che in ogni altro posto che io abbia conosciuto, ma c’è qualcosa che non torna, una tensione mortifera. La prepotenza feroce e la più nobile cortesia nello stesso luogo, nello stesso istante e senti che la prepotenza, ai punti sta vincendo.
Il castello errante di Howl
Ieri ho visto Il Castello Errante Di Howl. E’ un cartone animato giapponese ed è bellissimo. Finisce con una canzone d’amore, eccola:

LA PROMESSA DEL MONDO
Il sorriso tremante in fondo alle lacrime
è la promessa del mondo
che esiste da sempre.
Ora sono sola
ma grazie a quel passato che era nostro
l’oggi brilla ancora di mille fuochi
come il primo giorno che ci incontrammo.
Tu non esisti nei miei ricordi.
Sei diventato una leggera brezza,
e accarezzi le mie guance.
Anche dopo esserci separati
la promessa del mondo restava intatta
nei pomeriggi in cui i raggi del sole
filtravano tra le foglie.
Ora sono sola
ma il domani è infinito
perché mi hai insegnato
la gentilezza nascosta nella notte.
Tu non esisti nei miei ricordi.
Sei nel mormorio dei ruscelli
che si increspano sulle rocce
nel colore blu del cielo
nel profumo dei fiori.
Tu vivrai per sempre
Poesia di Shuntaro TANIKAWA
Composta da Youmi KIMURA`
Arrangiamenti Joe HISAISHI
Ho trovato così bello definire l’amore la promessa del mondo. Il desiderio più grande.
Kung-fusion

Uscito negli Usa ad aprile, esce finalmente anche in Italia, corredato dal Manuale del Palmo buddista, propedeutico alla visione del film. Eccone un estratto particolarmente significativo:
“Quando i fratelli Fung videro un’antica arpa nel tempio Shang Foo chiesero all’anziano abate: “Maestro, a cosa serve questo strumento?” . L’abate guardò negli occhi i due fratelli e poi si distese a dormire. Dormì per tre mesi interi senza mai svegliarsi. Quando all’alba del terzo mese l’abate si svegliò, trovo i due fratelli ancora in piedi in attesa di una risposta “Serve a suonare” disse allora placidamente l’abate. I due fratelli si guardarono l’un l’altro, poi guardarono l’arpa, videro le loro unghie lunghe di mesi. Guardarono il maestro dritto negli occhi e iniziarono a suonare l’antico strumento. Le note si trasformarono allora in centinaia di lance e il vecchio abate morì trafitto. I fratelli attesero che il vecchio perdesse tutto il sangue e prima che esalasse l’ultimo respiro dissero in coro: “Vecchio stronzo! Tre mesi di attesa solo per sapere che un’arpa serve a suonare”.
| Titolo originale: | Gong fu |
| Nazione: | Cina, Hong Kong |
| Anno: | 2004 |
| Genere: | Azione, Commedia |
| Durata: | 95′ |
| Regia: | Stephen Chow |
| Sito ufficiale: | www.sonypictures.com |
| Sito italiano: | www.kung-fusion.it |
| Cast: | Stephen Chow, Wah Yuen, Qiu Yuen, Leung Siu Lung, Shengyi Huang, Kwok Kuen Chan, Chi Chung Lam, Dong Zhi Hua, Chiu Chi Ling, Xing Yu, Xiaogang Feng |
| Produzione: | Columbia Pictures Film Production Asia |
Trama:
Sing, vorrebbe essere un gangster e aspira ad entrare a far parte della nota “Axe Gang”. Ma Sing è tutto fuorché un duro…
Dell’amore e della velocità (di comprensione)

Ieri ho visto I ponti di Madison Country. Fortunatamente su di un altro canale davano Sex and the city. Alternarli è stato molto salutare.
Madison Country.
Per sopravvivere allo struggimento ho pensato: è un film sulla velocità . Otto giorni per conoscersi, quattro giorni per amarsi. Il braccio di un uomo che sfiora la gamba di una donna e mai più nulla, per loro, sarà come prima. Un amore perfetto, perfettamente compreso, che nasce e non muore mai. Vissuto da entrambi per quello che è: un legame impossibile da scindere.
E il fatto che i due si separino, perché non c’è n tempo e non c’è un luogo in cui possano stare insieme è solo un dato di realtà un’ altra vittoria della velocità , velocità di comprensione. Ognuno dei due comprende se stesso e l’altro e prende le sue decisioni e rispetta totalmente le decisioni dell’ altro.
Non è sempre così. Non è sempre così semplice. Non sempre si è in due a capire. Ognuno ha i suoi tempi, si dice. Ed è vero. Non per tutti e non in tutti i momenti il velo dell’ ignoranza ha la stessa trama.
Ci sono momenti in cui si alza, si dissolve. A volte, quando riconosci la persona da amare, succede. E  vedi ogni cosa. Vedi tutto il tuo futuro. Ma non è detto che per l’ altro sia lo stesso.
Sex and the city  è un’ affettuosa rappresentazione della ricerca dell’ amore in una vallata immersa nella nebbia. Ad ognuno sembra di intravedere l’ incontro giusto, più volte al mese. Ma nessuno è pronto a giurarci. E così si va avanti, sostenuti da una città che gira intorno a mille desideri. Non sempre si può vivere nella luce accecante. I veli ci danno la possibilità di proteggerci dall’ intensità del reale. La percezione intermittente della realtà così com’è ci da la certezza che siamo altra cosa dalla rincorsa incessante di ombre nella nebbia. Sappiamo che esiste la dimensione di Madison Country, sappiamo di averla dentro di noi, da qualche parte, ma abbiamo bisogno della compagnia che possiamo trovare nei caffé della city all’ ora della pausa pranzo, quando tutti i nostri limiti verranno considerati con affetto e curiosità da un gruppo di amiche, sotto i raggi del sole. Quando guarderemo con uguale affetto le nostre amiche, che si allontanano per tornare ad immergersi nella nebbia, sicure che la giornata non potrà che regalargli un raggio di sole.Sex and the City è un inno alla speranza e alla tolleranza, e fa bene alla vita di ogni giorno. Madison Country mostra cosa vuol dire appagare il desiderio che tutti abbiamo di incontrare l’ amore che ci chiede di essere davvero noi stessi. Non è roba utile per tutti i giorni della nostra vita, per tutte le emozioni che vivremo.
Danny the dog – Unleashed
- Lo diceva mia madre: prendili da piccoli, le possibilità sono infinite!
- Pensavo lo dicessero i gesuiti!
- E’ perché lo hanno sentito dire da mia madre!
Lo hanno preso da piccolo e ne hanno fatto una macchina da guerra. Vive chiuso in una gabbia, con un collare al collo. Al momento giusto il suo padrone gli sfila il collare e gli urla “uccidi” e lui uccide. Poi di nuovo il collare e la gabbia.
“Danny the dog” narra di come qualcosa rimanga, dentro di noi, sepolto, ma capace di salvarci, di farci ritornare a ciò che siamo. Di come questo indizio ci appaia di continuo e di come prenda forma nella nostra coscienza solo quando troviamo un altro essere umano che ce lo mostri. E parla del desiderio che ho: incontrare un papà buono, come Morgan Freeman.
Danny the dog – Unleashed
Scritto da Luc Bessons
Regia di Louis Leterrier
Con Jet Li, Morgan Freeman, Bob Hoskins, Kerry Condon
102 min
The Assassination

Bene, ho visto parecchi film questa settimana, anche “The assassination of Richard Nixon”, con Sean Penn.
I film di Sean Penn li trovo sempre belli, hanno la chiave per entrare dentro di me. “The assassination” parla di un uomo che non riusciva a trovare una mediazione tra ciò che aveva dentro e la vita che c’era fuori. Lui era onesto e per vivere come gli altri avrebbe dovuto mentire. Cercò in tutti i modi una strada per poter far parte, a modo suo, del sogno americano. Ebbe un’idea: il vecchio pulmino del suo unico amico, si sarebbe trasformato in un negozio ambulante per la vendita di pneumatici porta a porta a prezzo onesto. Aveva solo bisogno di un prestito, un piccolo prestito, ma non glielo concessero. Tentò allora un prestito fai da te, una piccola truffa ai danni del fratello, venditore di pneumatici a prezzo pieno. Il fratello non era cattivo, fece in modo che nessuno finisse nei guai, ma andò a casa sua, lo aspettò e gli parlò. Gli mostrò come, per sfuggire alla disonestà, si fosse posto al di fuori delle regole che permettevano agli altri di tirare avanti. Ogni persona che gli stava accanto faticava per vivere: la moglie, il suo amico dalla pelle nera. Ognuno di loro a fatica trovava un punto di equilibrio tra sogno e realtà. Ma lui non ci riusciva. Allora decise che Nixon doveva morire.
The Assassination of Richard Nixon (2004)
Regia di Niels Mueller
Scritto da Kevin Kennedy e Niels Mueller e basato su di una storia vera
Prodotto da Leonardo Di Caprio, Alexander Payne e Alfonso Cuaròn
Cast: Sean Penn, Naomi Watts, Don Cheadle, Jack Thompson, Michael Wincott
95 min
USA / Mexico


